Rischio aggressione, le misure da adottare

13/07/2017 – La norma di riferimento in materia di rischio aggressione è l’articolo 2087 del Codice Civile, la cui violazione da parte del datore di lavoro “viene in considerazione con riguardo all’omissione di misure di sicurezza cosiddette “innominate”, e non in riferimento a misure di sicurezza espressamente e specificamente definite dalla legge o da altra fonte ugualmente vincolante”.

E, “rispetto a tali misure “innominate””, le regole sulla ripartizione dell’onere della prova prevedono che – anche in materia di misure di prevenzione dalle aggressioni ai lavoratori – gravi sul “datore di lavoro l’onere di provare l’adozione di comportamenti specifici che, ancorché non risultino dettati dalla legge (o altra fonte equiparata), siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, dagli standard di sicurezza normalmente osservati oppure trovino riferimento in altre fonti analoghe” (Cassazione Civile, Sez. Lav., 5 gennaio 2016 n. 34).

Vi segnaliamo un interessante approfondimento – pubblicato sul portale PuntoSicuro – che, prendendo spunto da alcune sentenze della Cassazione Civile, analizza alcuni esempi di modalità corrette di gestione del rischio aggressioni in diverse realtà (banche, poste, ospedali, pronto soccorso, scuole, caselli autostradali, attività di sorveglianza svolte dalle guardie giurate, ecc.) con esempi di prevenzione dal rischio aggressioni e rapine (protocolli di comportamento, il rafforzamento di organico e locali, le vie di fuga, i vetri blindati, le guardiole chiuse a chiave, ecc)

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