Un tour lungo l’Italia per la sicurezza sul lavoro

Partirà il 28 aprile, Giornata Mondiale della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, il Tour per la Sicurezza sul Lavoro”, un percorso di circa 4 mila km che toccherà più di 40 tappe, iniziando da Monfalcone (Gorizia) e terminando il 17 giugno a Roma. L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione “Sosteniamoli subito” dell’ANMIL, Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, con lo scopo di diffondere la cultura della sicurezza in ambito lavorativo, sensibilizzando l’opinione pubblica al tema. Si toccheranno, infatti, i principali luoghi-simbolo italiani che per numero di infortuni mortali o di malattie professionali e di devastazione ambientale sono stati teatro di tragedie sul lavoro.

Il percorso verrà effettuato da Bruno Galvani, Presidente di “Sosteniamoli subito”, paraplegico dall’età di 17 anni a causa di un infortunio sul lavoro, con il supporto dell’ANMIL e il patrocinio del Senato della Repubblica e dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Il Presidente Galvani effettuerà circa metà percorso in sedia a rotelle, supportato da un camper al seguito per i tratti più difficoltosi. Importante proposito sarà anche la promozione di una raccolta fondi destinata a borse di studio per i figli dei caduti sul lavoro e per la ricerca sulle malattie causate dalla lavorazione dell’amianto.

La presentazione ufficiale dell’iniziativa è avvenuta mercoledì 20 aprile a Roma, alla quale hanno partecipato, oltre al Presidente Galvani e al Presidente nazionale ANMIL Franco Bettoni, nomi illustri quali, tra gli altri: il Segretario di Presidenza del Senato in rappresentanza del Presidente Pietro Grasso, la Sen. Silvana Amati; i Presidenti delle Commissioni Lavoro del Senato e della Camera, Sen. Maurizio Sacconi e On. Cesare Damiano; il Presidente dell’INAIL, Massimo De Felice.
“Stiamo lavorando tanto per far sì che i morti sul lavoro siano in diminuzione e confidiamo che questa iniziativa ci aiuti in questo obiettivo” – ha affermato il Presidente Bettoni, sottolineando che “Ogni morto e ferito sul lavoro rappresenta una responsabilità per tutti”.

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